l'arte dell'artista Andreoli Manuela

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“Se dovessi fotografare qualcosa focalizzerei la mia attenzione sulle cose piccole, un filo d’erba, la foglia di un albero, una pietra…”
  Questa in sintesi l’essenza piu’ profonda di Manuela Andreoli, uno spirito semplice dall’illimitato slancio emotivo, un’artista che mira ad esaltare l’importanza del particolare, volta ad indagare in chiave sentimentale quel  celato che ancora e’ da scriversi e che, forse, non si scrive mai realmente, lo si lascia li’, sospeso, in attesa che il piccolo grande segno che ne e’ l’estensione venga in qualche modo raccolto, interpretato, vissuto nel profondo.
  La comunicazione tra i colori si assimila alle interazioni tra persone, caratteri, sensazioni, in tutti i casi viene compiuto un percorso catartico teso ad esternare una forma di interiorita’.
Cosi’ ci si “affida” al gesto affinche’ i colori si vadano a depositare esattamente dove l’istinto vuole, portando inevitabilmente ad opere che tentano di parlarci attraverso le sue “tracce”.
L’importanza del segno come reazione positiva a qualsiasi sensazione interiore è un audace metodo costruttivo per accettare anche le zone d’ombra ed incanalarle verso la luce nutrendole con il colore.
Da qui la scelta di tonalita’ come il rosso, ricorrente a sottolineare e sostenere il bello della sua carica energetica, o il contrasto bianco/nero, che esprime in modo completo quell’altalenarsi continuo di forze, quel caos nel quale luce e buio si incontrano e rimescolano per permetterci di guardarci dentro.
  Il contatto con le opere di Manuela Andreoli – perche’ di questo si tratta, di contatto, d’interazione, di scambio energetico – ci indirizza verso un viaggio alla ricerca dell’equilibrio, di quel silenzio pieno che e’ in ognuno di noi, di quel pathos di cui tutti ancora abbiamo tanto bisogno.
  Obiettivi? Non urlare, ma manifestare in ambito visivo degli istinti, mettere a fuoco la non banalità delle cose “normali” e cosi’, come negli specchi, dare un significato nuovo all’intelaiatura, farne qualcosa che non abbia termine, che debordi come le innumerevoli sfaccettature della profonda mente umana.
                                                                                        Presentazione a cura di Samantha Carillo


 
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